San Giovanni Gestione del lutto

San Giovanni Gestione del lutto

San Giovanni gestione del lutto misurare le sofferenze in rapporto a noi, le parole di San Giovanni della Croce:

“Dobbiamo misurare le sofferenze in rapporto a noi, non in rapporto ad esse”.

Così recita una frase di San Giovanni della Croce (1542/1591) sacerdote dell’Ordine dei Carmelitani e dottore della Chiesa.

Da essa oggi, voglio prendere spunto per affrontare una delle esperienze più dolorose che l’essere umano possa sperimentare e per la quale ci sembra di non essere mai preparati.

SAN GIOVANNI GESTIONE DEL LUTTO MISURARE LE SOFFERENZE IN RAPPORTO A NOI

Elaborare un lutto è un processo che richiede tempo e che ciascuno di noi vive in maniera diversa, perché non esiste un cammino ugualmente efficace per tutti.

È importante, però, capire che siamo anche in grado di sopportare il lutto, che possiamo vivere delle situazioni limite e uscirne rafforzati.

Di fronte alla scomparsa di un nostro caro possiamo reagire in molti modi diversi, a volte anche incongruenti tra loro.

Alcuni di noi si chiudono in sé stessi e preferiscono affrontare la solitudine, altri invece si affidano al prossimo per condividere il proprio dolore.

Fa parte della vita umana che la percezione di sé nasca essenzialmente dai rapporti con gli altri, che il rapporto con la nostra interiorità, con il nostro più intimo sé sia indotto dai rapporti che abbiamo con il prossimo, in particolare dai rapporti affettivi.

Coloro che amiamo sono importanti in maniera determinante, in quanto ci aiutano a ideare il nostro significato e la nostra visione della vita proprio perché li abbiamo lasciati avvicinare tanto da divenire parte di noi.

La perdita di una persona cara è una condizione limite della vita che ci può trasformare, che può attivare la nostra riflessione su ciò che è veramente essenziale ed è, al contempo, una situazione che ci può anche schiacciare.

In una prima fase il desiderio di fuggire dal dolore e fare finta di niente è inevitabile, per cui si attiva un meccanismo di difesa che ci porta a negare ciò che sta accadendo, come se fosse impossibile da accettare.

Dobbiamo trovare il modo di considerare l’esperienza come qualcosa di essenziale, non come qualcosa di patologico, e dobbiamo imparare di nuovo a condividere il lutto.

Possiamo provare ad imparare a vincere la nostra grande paura del dolore, la tendenza a rifiutarlo e ad affrontare la realtà che siamo mortali, che la nostra vita è contraddistinta da molti commiati e che questi fanno parte della nostra natura umana e fanno male.

A tale emozione spesso si associano anche sensi di colpa profondi nei confronti di chi non c’è più.

Non aver sperimentato tutte le terapie possibili, aver litigato senza aver fatto pace, non aver dimostrato abbastanza amore sono solo alcuni dei pensieri che possono valicare la mente di chi resta.

Il senso di colpa può essere motivo di molta sofferenza al punto da costituire un vero e proprio blocco per ricominciare a vivere.

Qualunque sia il nostro modo di reagire, arriveremo comunque, con tempo e pazienza, alla piena consapevolezza del dolore e inizieremo un processo di cambiamento che ci porterà all’accettazione della morte e ad un nuovo modo di affrontare la nostra vita.

Circondandoci di persone che sanno ascoltare tutto ciò che abbiamo da dire, senza giudicare i nostri sentimenti, permettendoci di esprimere liberamente ciò che proviamo, riusciremo pian piano ad accettare il lutto e saremo di nuovo in grado di trovare le forze per andare avanti.

“Logistica Funeraria, per venire incontro anche alle necessità psicologiche dei dolenti di elaborare la perdita del loro caro, mette a disposizione, gratuitamente, un professionista che li accompagni nel processo del lutto.

I nostri psicologi sono a vostra disposizione per accordi personali, se in seguito voleste continuare un cammino terapeutico.”

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